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Intervista a Nicola Franceschi

Ripartiamo alla grande con le super interviste Shingitai, ve ne siete persi qualcuna? Niente paura, ripartiamo da qui. Questa settimana intervistiamo Nicola Franceschi, 23 anni, addetto stampa. Una passione per lo sport, una passione per la scrittura!!!
1. Da quanto tempo ti occupi di scrittura? Cosa ti ha spinto ad avvicinartici a questo mondo?
“Mi occupo di scrittura da quando avevo 13-14 anni. Iniziai per gioco, scrivendo delle “pagelle” sportive. Ricordo che queste erano aspettate con ansia poiché erano divertenti ma allo stesso tempo realistiche. Crescendo, poi, ho iniziato a scrivere anche cose più serie, pur rimanendo sempre sull’argomento sport.”
2. Il tuo libro preferito?
“Ne ho due: “Alta fedeltà” di Nick Hornby e “Il Banchiere dei poveri” di Muhammad Yunus. Il primo è un romanzo che parla di alcuni aspetti della vita quotidiana mentre il secondo racconta la vera storia di Yunus, che tolse dalla povertà milioni di persone in Bangladesh vincendo successivamente il premio Nobel per la pace.”
3. Conoscevi già il karate?
“Il karate lo conoscevo come lo possono conoscere tutti, ovvero sapevo che era un’arte marziale di origine giapponese, ma sinceramente non avevo mai approfondito. Mi sono avvicinato a questo mondo, cercando di capire più a fondo cosa c’è dietro questa disciplina, quando Andrea Lelli mi ha proposto di collaborare con la società ASD Shingitai Pisa come addetto stampa.”
4. Con quale frase o aforisma descriveresti questo sport?
“E’ difficile descrivere uno sport con una frase ma da quello che ho visto nella mia breve esperienza la parola che potrebbe racchiudere tutti i principi di questa disciplina forse è equilibrio. Equilibrio fisico, ma soprattutto mentale.”
 
5. Cosa ti ha colpito di questa società?
“La cosa che mi ha colpito di più è sicuramente la lealtà e il rispetto; non è così semplice praticare uno sport dove c’è esclusivamente contatto fisico e, una volta finita la gara, stringersi la mano. C’è grande professionalità tra gli atleti, quella che spesso manca negli sport più popolari. Una grande coesione sussiste tra atleti, dirigenti e genitori; tutti remano dalla solita parte, pensando prima all’interesse collettivo e poi a quello personale. Vedo l’ASD Shingitai come una grande famiglia, e questo è un aspetto fondamentale per ottenere risultati.
 Per vincere bisogna essere sereni, e dove l’ha possiamo trovare la serenità se non in una famiglia?”
Nicola Franceschi

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